Admin Anticomunista Amministratore

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Inviato: Sab Lug 15, 2006 3:58 pm Oggetto: Parlamentari di maggioranza si riuniscono contro il Governo |
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AFGHANISTAN: IL NO DEI PACIFISTI 'DISSIDENTI' E NON
(AGI) - Roma, 15 lug. - 'Contro la guerra senza se e senza ma.
Via dall'Iraq, via dall'Afghanistan'. Questo il tema dell'assemblea degli esponenti del mondo pacifista: associazioni, politici, esponenti del mondo culturale che si e' svolta questa mattina a Roma. Presenti anche i senatori 'dissidenti' di Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani, contrari al rifinanziamento della missione in Afghanistan. Una 'carrellata' di personalita' che hanno concluso la quattro ore romana al centro congressi dei Frentani con una mozione, con la quale si ribadisce, una volta di piu', il no alla guerra.
"Il nostro grido - si legge nella mozione finale - giunge mentre in Medio Oriente una nuova, vecchia, guerra riemerge violentemente con l'uso indiscriminato delle bombe. Guerra che, sempre piu', si presenta come strumento privilegiato degli stati piu' forti e dei potenti della terra. E' contro questa guerra - si legge ancora - che noi intendiamo batterci, senza mediazioni, perche' sulla guerra non si piu' mediare". Tra i cardini della mozione che al termine dell'iniziativa e' stata salutata con un lungo e fragoroso applauso la "solidarieta' al popolo palestinese costituzione di uno stato laico e democratico sui territori occupati nel '67 e con Gerusalemme capitale". Ma anche "via dall'Iraq e dall'Afghanistan.
L'occupazione militare - hanno scritto gli organizzatori - di questi paesi non costituisce la soluzione di un problema, ma rappresenta il problema". Tra gli altri punti anche quello della "riduzione delle spese militari" e l'abbandono "delle basi militari e del nucleare sul suolo italiano". Ma l'assemblea di questa mattina ha consentito di dare voce anche all'ala 'pacifista' della maggioranza.
"Non mi spaventano le parole di D'Alema quando dice che potrebbe non essere piu ministro degli Esteri cosi' come non mi hanno sconvolto le bombe in Kosovo". Afferma Ferdinando Rossi, senatore del Pdci appartenente al gruppo degli otto 'dissidenti'."Ci dicono - aggiunge Rossi - che siamo una minoranza arrogante quando loro sono una 'coppia di fatto': Ds e Dl, associata all'Italia dei Valori e ai Radicali, messi insieme per fare il programma". Per Cesare Salvi, presidente della Commissione giustizia del Senato "non so come votero' in Parlamento, questo lo vedro' insieme agli altri parlamentari della sinistra quando arrivera' il testo del provvedimento. Il punto fondamentale aggiunge Salvi - e' che c'e' da discutere di questi temi: io sono contro questa guerra ma certo - prosegue - non sara' un mio voto a far cadere il governo. Di sicuro, pero', dovremo confrontarci con chi ha la contrarieta' a queste guerre. Io - conclude - l'ho espresso otto volte nella passata legislatura". Per Marco Ferrando, che recentemente ha costituito il partito comunista dei lavoratori (Pcl) "il nostro obiettivo e' che il gruppo parlamentare che si e' differenziato sull'Afghanistan, vada effettivamente fino in fondo, e non si fermi a meta' strada". Per Ferrando questo significa "votare no, non solo al decreto, ma anche alla mozione parlamentare di accompagnamento, anche perche' per alcuni aspetti il testo della mozione e' persino peggiore del decreto". Ferrando lancia inoltre un monito "se si vota no, se ne traggano le conclusioni, nel senso che si vota no ad una guerra si rompe con il partito che la vota e ci si assume una responsabilita' politica indipendente. Noi - conclude - come Pcl, siamo aperti a tutte le forze che vogliono costruire con noi una sinistra di opposizione in Italia". Per Franca Rame, esponente dell'Italia dei Valori, "l'Italia e' un paese che si sta impoverendo sempre piu'. Prima nelle grandi citta', ora anche nelle piccole. Una volta - dice - erano i barboni ad affollare le mense, ora sono intere famiglie quindi, prosegue - bisogna riflettere sul fatto che molti, non tutti, di quei nostri ragazzi esportati in quei paesi dove c'e' a guerra, ci vanno perche' altrimenti sarebbero disoccupati. Mi auguro - conclude - che ci sia un buon dibattito in Senato e in Parlamento".
L'ultima modifica di Admin il Dom Lug 16, 2006 12:44 pm, modificato 1 volta |
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