Indice del forum Crimini del Comunismo
Tutto il male che è riuscita a fare la più aberrante delle ideologie.
 
 FAQFAQ   CercaCerca   Lista utentiLista utenti   GruppiGruppi   RegistratiRegistrati 
 ProfiloProfilo   Messaggi privatiMessaggi privati   Log inLog in 

INCHIESTA SUL FINANZIAMENTO AI COMUNISTI

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Oro da Mosca e Tangentopoli
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:20 pm    Oggetto: INCHIESTA SUL FINANZIAMENTO AI COMUNISTI Rispondi citando

Il documento è un po' lungo ma certamente esauriente. Ho scelto questa inchiesta curata da Massimo Teodori nel 2006, proprio perchè non essendo certo un "uomo di destra" non dobbiamo preoccuparci troppo di visioni adulterate da ideologie.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Parte IV - Le innominabili tangenti rosse

Dopo anni di inchieste i dirigenti comunisti (nel frattempo divenuti diessini) sono riusciti a restare fuori dal ciclone di Mani pulite e hanno tentato di accreditare un'immagine di sé fondata sulla «diversità morale» rispetto ai corrotti degli altri partiti. Ma tutta la costruzione cade come un castello di carta non appena si verificano casi clamorosi come quello recente dell'Unipol. È allora opportuno ripercorrere, pur se per sommi capi, le varie vicende di finanziamento alla politica che hanno coinvolto il Pci.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Finanziamenti illeciti e visibilità giudiziaria
La divaricazione tra la realtà dei finanziamenti illeciti al Pci-Pds e la loro visibilità giudiziaria e pubblica si spiega per diverse ragioni: che il Pci-Pds non ha avuto vistosi casi di corruzione privata che abbiano suscitato clamore e indignazione; che ha messo a punto sistemi di finanziamento più sofisticati e meno sfrontati di quelli di Dc e Psi; che gli uomini addetti agli affari sporchi finanziari - Primo Greganti insegna - hanno resistito con maggiore fermezza di fronte all'autorità giudiziaria che a sua volta ha usato trattamenti più dolci; che le fonti di finanziamento sono state incorporate nel partito attraverso le cooperative; e, più importante, che le più dinamiche Procure della Repubblica hanno avuto un atteggiamento inquisitorio strabico e parziale.
È interessante leggere quel che Francesco Misiani, storico pubblico ministero di sinistra e fondatore di Magistratura Democratica, ha dato alle stampe sulle tangenti rosse: «Non sono un ipocrita e so perfettamente che se avessi insistito forse, prima o poi, sarei riuscito a dimostrare in un'aula di tribunale che il Pci, al pari degli altri partiti, non era estraneo al circuito del finanziamento illecito da parte delle imprese. Ma non lo feci, consapevole anche del fatto che la resistenza a lunghi periodi di detenzione dimostrata dagli indagati forniva in qualche modo un ineccepibile dato formale in grado di chiudere le inchieste».
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

La funzione di consiglieri amministrazione negli enti pubblici
L'esistenza di tangenti rosse e di finanziamenti illeciti a Botteghe Oscure non è stato solo un argomento agitato propagandisticamente dagli avversari. Il Diario ha dedicato a Tangenti rosse, il tabù e il pregiudizio un'inchiesta in cui si affronta per la prima volta apertamente quello che viene definito «uno degli argomenti della storia e dell'attualità italiana di cui è difficile parlare». La ricostruzione della Tangentopoli rossa, se pure basata soltanto sui più evidenti casi giudiziari, allinea una serie di episodi di finanziamento illecito che nell’insieme danno un'idea chiara della finanza illegale comunista e post-comunista.
Nel diffuso intreccio tra imprese e partiti, in cui si scambiavano appalti contro finanziamenti illeciti, il Pci-Pds è entrato a far parte in diversi capitoli importanti. Nel caso Ferscalo-Fiorenza delle Ferrovie dello Stato con lavori per 500 miliardi, ai partiti compreso il Pds sarebbero dovuti finire, secondo alcune ricostruzioni, ben 25 miliardi a carico dei gruppi Rendo e Lodigiani, mentre alle cooperative del Ccc, Consorzio costruttori di Bologna, sarebbe spettato il 35% degli appalti. Un analogo sistema tangentizio è alla base dello scandalo della Metropolitana milanese la cui sentenza di condanna così si esprime: «Ciascun partito e cioè Dc, Psi, Pci-Pds, designava un proprio referente stabile che si incaricava della riscossione e della suddivisione del denaro secondo le percentuali stabilite (nel caso 18,75% al Pci e alla Dc e 37,5% al Psi, 17% al Psdi e 8% al Pri), assegnandone una quota anche a Psdi e Pri...(La spartizione aveva un) carattere di sistematicità: non si è in presenza di episodi isolati, ma di una prassi di corruttela diffusa e consolidata, tanto da assurgere a vero e proprio sistema con regole proprie e con precise suddivisioni di ruoli e compiti».
Il sistema tangentizio del Pci-Pds si è dunque servito, al pari degli altri partiti, dei consiglieri di amministrazione con il mandato di raccogliere finanziamenti dall'ente amministrato. È accaduto alle Ferrovie dello Stato con i casi dell'Alta velocità, intermediario Francesco Pacini Battaglia, e dei contratti assicurativi affidati a compagnie (Assibroker, Unipol, Universo) vicine al Pds; è stato perfezionato e consolidato alla Metropolitana milanese da cui il Pci ha raccolto dal 1957 al 1992 circa 3 miliardi di lire; era in vigore all'Enel da cui sono segnalati flussi tangentizi a partire dalla nomina nel 1986 di un consigliere d'amministrazione di Botteghe Oscure; e allo stesso schema si riferisce il cosiddetto «sistemone» spartitorio vigente a livello nazionale nelle partecipazioni statali, che ruotavano intorno all'Italstat di Alberto Maria Zamorani il quale ha così testimoniato: «Gli amministratori del Pci-Pds Renato Pollini e Marcello Stefanini posero alcune condizioni alla continuazione dell'appoggio politico chiedendo che le cooperative entrassero anche negli appalti del settore autostrade, fino a raggiungere la quota del 15-20%, sia pure progressivamente».
Ma la spartizione tangentizia inclusiva del Pci-Pds non si è verificata esclusivamente negli enti pubblici amministrati da consiglieri partitici; essa fa capolino anche in episodi con protagonisti privati: dai costruttori Giorgio Cavalieri e Renato Bocchi alla Montedison di Raul Gardini.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

In cosa è stato diverso il finanziamento del PCI
Quel che ha reso diverso il finanziamento illecito al Pci-Pds da quello alla Dc e al Psi è stato l'intervento massiccio delle cooperative. In molti casi emersi, e probabilmente nei tanti altri di cui non si ha conoscenza perché rimasti fuori dalle aule giudiziarie, Botteghe Oscure non è stata soltanto il destinatario di tangenti in denaro, ma anche il referente di quote di appalti in conto di soggetti cooperativi, la Cmb di Carpi, la Coopsette, la Unieco, la cooperativa di Argenta, e dei grandi consorzi come il Ccc di Bologna e la Coop-sud di Napoli. Le cooperative sono state così destinatarie di grandi lavori non già in quanto imprese sul mercato ma quali fiduciarie del Pci-Pds che prevedeva in sede lottizzatoria nazionale di assegnare loro una parte - si ha notizia che le percentuali di spettanza fossero di volta in volta un quarto o un quinto del totale - degli appalti decisi a livello centrale.
Un manager che ha lavorato con la Lega delle cooperative, Ivan Cicconi, ha denunciato l'esistenza di tre sistemi diversi di finanziamenti illeciti nel complesso rapporto con il mondo comunista e postcomunista. Il rito ambrosiano si fondava sullo scambio occulto delle mazzette fra il sistema delle imprese e il sistema dei partiti. Il rito emiliano viveva e vive in un contesto nel quale il sistema dei partiti e il sistema delle imprese non sono nettamente separati, anzi la collusione si trasforma in integrazione e sovrapposizione di interessi e dunque non c'è bisogno di transazioni illecite e di finanziamenti occulti. E il rito mafioso nel quale, secondo Cicconi, il contatto tra le grandi imprese di costruzione e le aziende della Lega delle cooperative da una parte e la mafia e la camorra dall’altra veniva stabilito «grazie all'equivoco delle norme che impongono la certificazione antimafia solo alle imprese subappaltanti».In definitiva non è dato sapere quali effettivamente fossero i diversi circuiti finanziari e i flussi di denaro tra le singole cooperative, i consorzi, la Lega nazionale delle cooperative, le federazioni comuniste e l'amministrazione centrale del Pci-Pds, anche se per alcuni finanziamenti la giustizia ha chiamato in causa coloro che a Botteghe Oscure tenevano la cassa centrale.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

L’inchiesta del pm Carlo Nordio
L'inchiesta promossa dal pm di Venezia Carlo Nordio, che ha cercato di dipanare il bandolo delle cooperative rosse, si è conclusa con l’archiviazione delle accuse ai segretari nazionali del Pci-Pds, Achille Occhetto e Massimo D'Alema, oltre che al socialista Bettino Craxi. Tuttavia questo documento, che sancisce la non responsabilità individuale dei vertici pidiessini, se è penalmente significativo per il taglio garantista, non certifica la regolarità delle finanze di Botteghe Oscure. L'amministrazione finanziaria del Pci-Pds è anzi messa sotto accusa sia per le cooperative che per l'accumulazione patrimoniale vista come frutto di una sistematica irregolarità. Vale perciò la pena di riprendere alcune conclusioni di Nordio che, partendo dal terreno accusatorio, si soffermano sul meccanismi politico-finanziari del Pci-Pds.
Nordio esprime molti dubbi sui finanziamenti che hanno permesso al Pci-Pds di divenire uno dei partiti più ricchi del Paese con una struttura economico-patrimoniale immensa e occulta. Pur avendo raccolto «una serie di indizi convergenti sulla diretta partecipazione degli onorevoli D'Alema e Occhetto alla gestione economica delle risorse del partito, e in particolare dei finanziamenti pervenuti in modo anomalo e clandestino», il pubblico ministero si ferma di fronte alla mancanza di prove definitive e assolute. Non tace però il fatto di avere acquisito «la prova che il Pci-Pds disponeva di persone di assoluta fiducia, incaricate dell'acquisizione di contributi e della loro gestione illegale e clandestina, attraverso sistemi di accantonamento e occultamento all’estero di fondi depositati su singoli conti bancari, tanti quante erano le operazioni acquisite».
È in particolare sulla formazione del patrimonio immobiliare che l’inchiesta di Venezia approfondisce l'analisi: «V'è la prova che il Pci-Pds dispone di un immenso patrimonio immobiliare gestito da società fiduciarie e da prestanome, assolutamente incompatibile con le elargizioni ordinarie dei simpatizzanti e ancor più con i bilanci ufficiali del partito... La presunzione che derivi da contributi clandestini è fondata, ma non vi è la prova che derivi, anche in parte, dalle risorse sottratte alle cooperative... (Ed è proprio questa mancanza di collegamento che costituisce) un formidabile riscontro all'ipotesi di una struttura occulta del Pci, cui certamente non è estranea la strategia dei rapporti con le cooperative».
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Parte V - L'oro da Mosca

Per concludere gli appunti sui finanziamenti al Partito comunista, è necessario richiamare i denari sovietici che hanno sostenuto il partito italiano per oltre un terzo di secolo, cioè per l’intero periodo post-fascista della rinascita e dello sviluppo della democrazia italiana. Una tranquilla riflessione su quella vicenda aiuta a comprendere meglio la storia politica del nostro paese. Infatti c’è qualcosa di singolare nel fatto che tutti i partiti non comunisti siano crollati negli anni Novanta per “criminalità finanziaria”, mentre il Partito comunista, che più aveva praticato un’altra parallela criminalità finanziaria (ricevendo denari dallo Stato sovietico, nemico ufficiale dello schieramento internazionale a cui l’Italia apparteneva), è passato indenne attraverso la bufera di tangentopoli. Si obietterà che il diverso trattamento delle parallele criminalità finanziarie dei partiti non è stato altro che il risultato dell’applicazione delle leggi (e delle amnistie) vigenti all’epoca. Tutto ciò è vero, ma occorre allora interrogarsi sulle ragioni della gravissima dissimetria legislativa che ha prodotto trattamenti fortemente sbilanciati a favore del PCI.
Spesso, nel dibattito pubblico degli ultimi vent’anni, i giustificazionisti postcomunisti hanno sostenuto che i finanziamenti sovietici erano in qualche maniera giustificati perché al tempo c’era la Guerra fredda con un mondo diviso in due parti. L’osservazione tralascia un piccolo ma decisivo particolare. Il fatto che nel mondo bipolare l’Italia da una parte si incontrava con gli alleati e gli amici mentre, dall’altra, si scontrava con i nemici; e che schierarsi con i sovietici significava per gli italiani niente altro che intelligenza con il nemico e tradimento delle libere scelte effettuate dalle istituzioni rappresentative.
All’interno del mondo post-comunista italiano vi sono certo state voci coraggiose che hanno denunziato la natura dei legami del Pci con Mosca. Ma si è trattato perlopiù di individui rimasti isolati. E’ bene dunque che la memoria non cancelli questo pezzo di storia che oggi è, certo, abbastanza lontana ma continua a produrre effetti sulla nostra vita politica anche con le propaggini partitiche che si estendono fino a noi. Fintanto che non si chiarisce senza reticenze e ambiguità il passato, anche il presente ne resta segnato.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gli aiuti da Stalin

«Adesso, per quanto riguarda l’aiuto finanziario, i compagni italiani chiedono 600.000 dollari. Il compagno Stalin dice che si possono dare anche subito e che il compagno Secchia li può portare lui stesso... Il compagno Secchia ringrazia, ma dice che bisogna discutere il metodo del trasporto... Il compagno Stalin osserva che si tratta di due sacchi del peso di 40-50 chili...». Questo storico colloquio del dicembre 1947 tra il dittatore sovietico e l’uomo forte del Pci Pietro Secchia ebbe come tema principale il finanziamento del partito italiano.
Le bandiere del «partito nuovo» e della «via italiana al socialismo» sventolate da Palmiro Togliatti non avrebbero però inciso sulle finanze del Pci dipendente, e non poco, dalla casa madre sovietica. L’oro di Mosca, secondo la definizione di Gianni Cervetti, non è mai venuto a mancare a Botteghe Oscure durante trentacinque anni dalla fine della guerra al 1980. Il legame finanziario, al tempo stesso segno ed effetto del profondo collegamento politico, ha sempre accomunato il Pci, grande partito nazionale, e l’Urss, potentissima centrale internazionale.E i dollari per la Dc.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dollari e rubli a gogo
A distanza di pochi mesi da quando Stalin discuteva del trasporto dei sacchi di dollari rossi da Mosca a Roma, gli altri dollari, quelli a stelle e strisce di Washington per la Democrazia Cristiana, viaggiavano lungo i più agevoli canali bancari.(…)I due maggiori partiti italiani, dunque, sono stati sostenuti a lungo, e senza risparmi, da fonti finanziarie straniere provenienti non già da organizzazioni private o politiche bensì direttamente da Stati che operavano attraverso i servizi segreti (…) E’ nel periodo di maggiore dipendenza finanziaria dall’estero, negli anni Quaranta e Cinquanta, quando erano in allestimento le costose macchine di partito, che la Dc e il Pci non vollero fare alcun passo per regolamentare il finanziamento ai partiti, preferendo contare sulle fonti estere illegali a cui si sarebbero ben presto aggiunte quelle italiane altrettanto illegali. Oggi si conosce abbastanza per ricostruire la storia della dipendenza dal denaro straniero che si intreccia con quello illecito domestico. Ma l’informazione di cui si dispone sui flussi esteri pubblici e privati con i relativi tempi, modi, dati e protagonisti è, per così dire, asimmetrica tra Washington e Mosca. Se infatti si è andati molto avanti sul lato americano grazie anche al lavoro di ricercatori e giornalisti indipendenti, non altrettanto è accaduto sul lato postcomunista ed ex-sovietico per mancanza di disponibilità delle fonti.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Archivi americani e archivi sovietici.
Gli archivi Usa hanno reso accessibili, grazie al Free of Information Act, molti documenti della storia postbellica, e diversi protagonisti della Cia come Victor Marchetti e William Colby hanno parlato. E, ancora più, ci si è potuto giovare del contributo decisivo del Congresso di Washington che ha svolto puntuali investigazioni sull’attività all’estero dei servizi segreti con la Commissione Church in Senato (1975) e il Rapporto Pike alla Camera dei Rappresentanti (1976).
Sul versante postcomunista, invece, tutto è stato più difficile. Non si può «districare una matassa storicamente così intricata» ha sostenuto Gianni Corbi dalle colonne amiche della Repubblica, «senza la piena, fattiva e leale collaborazione dei vecchi e nuovi dirigenti del Pci e del Pds». Non ci si può avvicinare alla verità senza che «tutti i materiali relativi ai finanziamenti affluiti al partito siano riesumati dagli archivi di Roma e di Mosca e che si faccia luce sulla costellazione di società più o meno direttamente legate al Partito Comunista». Finora, però, gli appelli a fare luce sul passato sono stati respinti dai dirigenti postcomunisti che non hanno respinto anche l’istituzione delle commissioni parlamentari di inchiesta su Tangentopoli e sui bilanci dei partiti.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Le testimonianze di protagonisti:Caparra e Cervetti
Alla ripresa della vita democratica nel dopoguerra il Partito Comunista Italiano era non solo il partito più organizzato, ma anche il più ricco, grazie ai finanziamenti che fin dal periodo clandestino riceveva dall’Unione Sovietica di Stalin e ai bottini raccolti durante la Resistenza, tra cui il famoso oro di Dongo. Secondo fonti americane, di cui riferisce Colby, molto bene informato sulle cose italiane, «durante la guerra l’Urss paga in rubli, pari ai dollari e alle sterline, più tardi in lingotti d’oro e in valuta occidentale», e già tra il 1944 e il 1946 sui conti di alti leader comunisti sono depositate ingenti somme di probabile provenienza moscovita.
Si è già detto dei sacchi di 600.000 dollari che Stalin consegna a Secchia nel 1947. Nei trent’anni seguenti i fondi neri che il Pci riceve con contiguità e sistematicità in moneta liquida - essenzialmente dollari Usa - non sono stati oggetto di indagine ma di stime che convergono sui punti essenziali. Massimo Caprara, segretario di Togliatti e stimato dirigente comunista fino al 1969, parla di 5 milioni di dollari l’anno fino al 1976. La stessa somma è indicata da Gianni Cervetti, l’unico comunista a parlare apertamente dei finanziamenti sovietici nel libro L’oro di Mosca - La testimonianza di un protagonista.15 miliardi di lire l’anno.
L’ex responsabile dell’organizzazione del Pci negli anni Settanta racconta che il finanziamento sovietico non si è mai interrotto né modificato dopo gli anni Cinquanta, e che esso rappresentava mediamente il 10% dell’intero bilancio del Pci. Siccome le spese dichiarate dal Pci hanno variato negli anni Settanta da una ventina a una ottantina di miliardi di lire l’anno, e quelle reali sono probabilmente state di entità doppia, è facile dedurre che l’aiuto sovietico in moneta doveva essere compreso tra i 5 e i 15 miliardi di lire l’anno. Sempre Cervetti racconta che nel 1977 a Mosca, nel periodo terminale degli aiuti finanziari sovietici, il compagno Boris Ponomariov del dipartimento internazionale dell’Urss «prese un foglietto di carta e una matita ben appuntita, scrisse qualcosa e me la mostrò. Lessi la cifra di cinque milioni. Si doveva intendere di dollari. Ponomariov accompagnò i gesti con brevi parole dalle quali si desumeva che la somma valeva per l’anno appena iniziato e che si trattava di uno sforzo considerevole di solidarietà, il più cospicuo possibile».
Altre fonti quantificano in maniera più elevata i finanziamenti dell’Urss al Pci. Secondo Colby la cifra versata dall’Urss agli italiani negli anni Cinquanta si aggirava sui 50 milioni di dollari annui; e, più recentemente, nel dossier giunto a Roma dal procuratore generale della federazione russa, Stepankov, e contenente documentazione contabile relativa a ricevute firmate da amministratori del Pci, «a Botteghe Oscure sarebbero arrivati qualcosa come 45 milioni di dollari dagli anni Settanta al 1987».
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il fondo di «solidarietà»
I finanziamenti ufficiali dell’Urss al Pci si sono interrotti nel 1979-80 dopo l’ingresso di Enrico Berlinguer nella stanza dei bottoni del nostro Paese, membro dell’Alleanza Atlantica. Sussistono tuttavia molti segni che il flusso finanziario sia continuato anche negli anni ’80, al di fuori dei rapporti ufficiali con il Pci, fino alla caduta del muro di Berlino. Quando è stato chiesto a Guido Cappelloni, ex tesoriere del Pci negli anni ’70 e poi dirigente cossuttiano e di Rifondazione Comunista, se non fosse imbarazzato per i finanziamenti illeciti che riceveva dal Kgb di Mosca, ha risposto: «Tra i partiti comunisti c’erano rapporti di vario tipo e tra questi anche quelli di finanziamento. Esisteva a Mosca un fondo di solidarietà da cui si attingeva. Noi, come tanti altri».
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma i pm archiviano
Nel 1994 il pm di Roma Franco Ionta archiviava l’inchiesta sui fondi neri sovietici ai comunisti italiani con una singolare motivazione: «Certo, appaiono inquietanti i riferimenti a corsi di addestramento al sabotaggio, all’uso di armi ed esplosivi e/o a tecniche di travisamento, accompagnati da un notevole flusso di denaro protrattosi fino a epoca relativamente recente spesso su richiesta di parte italiana e a facilitazioni commerciali per ditte vicine al Pci. Purtuttavia, non è possibile processualmente dimostrare che l’interesse dell’Urss nei confronti dei militanti comunisti italiani si sia tramutato in vera e propria corruzione del cittadino per interessi contrari allo Stato italiano». Una così singolare conclusione dell’azione penale è il tipico esempio dell’atteggiamento passivo di fronte agli illeciti finanziamenti ai partiti assunto da magistrati e politici, ricercatori e giornalisti, che potrebbe essere simboleggiato dalle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Admin
Anticomunista Amministratore


Registrato: 19/07/05 16:47
Messaggi: 1779

MessaggioInviato: Dom Lug 16, 2006 4:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

L’omertà dei politici
L’intera classe dirigente italiana ha scientemente ignorato lo scempio della democrazia che si è a lungo protratto con i finanziamenti esteri ai partiti italiani, specialmente quelli a favore dei comunisti da parte dell’Urss, potenza nemica dell’Alleanza Atlantica. Il capitolo dell’omertà sul denaro proveniente da Stati stranieri da parte dei leader italiani è forse ancora più grave degli stessi finanziamenti esteri.
Sono curiosi, e inquietanti, due episodi che racconta il testimone Cervetti: «“Gli altri sanno tutto ed è bene che sappiano anche della conclusione” mi disse Luigi Longo, quando nel 1977 gli comunicai della decisione di interrompere i rapporti finanziari con l’Urss. “Vedi, quando il nostro uomo riceve i dollari, si reca a cambiarli da un cambiavalute che fa lo stesso mestiere anche per altri e che li informa di ciò che noi facciamo. In Vaticano e da Fanfani sanno tutto quello che combiniamo». Negli stessi giorni il ministro dell’Interno del governo della Repubblica, Francesco Cossiga, riceveva un alto esponente dei servizi segreti che gli chiedeva come si dovesse comportare con l’uomo della valigetta dei dollari sovietici: «Di che si tratta? Di valuta pregiata che entra in Italia?», interrogava Cossiga «Sì». «E allora lasci che entri».
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Oro da Mosca e Tangentopoli Tutti i fusi orari sono GMT + 2 ore
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi argomenti
Non puoi rispondere a nessun argomento
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi votare nei sondaggi



free counters
eXTReMe Tracker


Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
phpbb.it

Abuse - Segnalazione abuso
Powered by forumup.it forum gratis free, crea il tuo forum gratis free ora!
Created by Raulken of Hyarbor S.r.l.
Utilizzando questo sito si accettano le norme di TOS & Privacy.

Page generation time: 0.089