Admin Anticomunista Amministratore

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Inviato: Mar Gen 09, 2007 12:21 pm Oggetto: Gli ori del pugilato scappano da Cuba |
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Gli ori del pugilato scappano da Cuba
Tre medaglie in fuga e Cuba non sa come fermarle, non sa neanche dove sono, da qualche parte tra il Venezuala e gli Stati Uniti. Yan Barthelemy, Odlanier Solis e Yuriorkis Gamboa, tre pugili da podio alle ultime Olimpiadi spariti nel nulla dietro una storia già vista.
La boxe è lo sport di Cuba, 32 ori, 15 argenti e 8 bronzi da Atene 1896 ad Atene 2004, il triplo delle medaglie incassate dall’isola ribelle con le altre discipline olimpiche. Sul ring vincono sempre loro e ad ogni edizione tornano a casa con nuove facce da vendere alla propaganda. Succede dal 1962, da quando Fidel Castro abolì il professionismo nel pugilato. Gli altri Paesi, ogni anno, perdono i migliori che escono dai 5 cerchi per i grandi incassi mentre Cuba ha sempre i più bravi fra gli eleggibili. A 30 anni sono ancora amatori. Per questo scappano.
Gli ultimi tre lo hanno fatto senza nemmeno una gara che gli concedesse un espatrio momentaneo e ufficialmente non hanno chiesto asilo a nessuno. Stavano in ritiro e un mattino l’allenatore Guzman non li ha più trovati. Lui ha perso il posto e la notizia del suo licenziamento comprende spiegazioni su «normali avvincedamenti». Per 4 giorni a Cuba sono stati zitti, ricerche discrete e zero voci politiche. Ieri, il quotidiano «Granma» ha pubblicato un appello alle maestranze internazionali del pugilato per «sensibilizzare». «Non desideriamo essere succubi di una politica strumentale che mette in crisi i nostri sforzi mirati a costruire una squadra olimpica competitiva. I vertici sportivi statunitensi non possono essere indifferenti o addirittura complici». Le emigrazioni clandestine sono condannate dalle leggi americane e in realtà gli Usa non hanno ammesso di aver aiutato o di ospitare i tre atleti. Aspettano, probabilmente mosse diplomatiche che rendano la richiesta di asilo politico più scorrevole.
Alla vigilia delle Olimpiadi di Atlanta, Joel Casamayor scappò in Messico con altri 3 pugili. Era il campione di Guantanamo oggi vive negli Stati Uniti picchia e guadagna in proprio senza dover posare con la bandiera, ma non ha mai voluto parlare della fuga. Poche voci sono uscite dalle palestre dell’isola. Quella di Diobelys Hurtado, campione juonior nel 1991 prima di lasciare Cuba, campione Wba superleggeri dopo essere scappato: «Stavamo sempre rinchiusi e potevamo usare scarpe e tute nuove solo per farci vedere dalla gente, per allenarci mai. Tutto era un’imposizione».
Casamayor ha vinto le Olimpiadi 1992 e in cambio ha avuto una bicicletta. L’unica frase che disse dopo aver preso la cittadinanza americana fu: «Non volevo andare ai party dei giovani comunisti». I rifugiati non smettono di elogiare la scuola cubana di boxe. È nata nel 1960, gestita da Alcides Sagarra. Nato a sud est di Santiago di Cuba, Sagarra non era un gran pugile, ma è diventato il miglior allenatore per generazioni. Era all’angolo alle Olimpiadi di Monaco quando Teofilo Stevenson si prese il primo dei suoi tre ori consecutivi. Ha preparato anche Felix Savon, altro pluricampione. Nel 2000 a Sydney avrebbe dovuto lasciare il posto a Odlanier Solis, solo che doveva eguagliare Stevenson, vincere il terzo oro e Cuba decise di lasciare a casa il più giovane. Che ha vinto poi nel 2004 e la settimana scorsa è scappato.
La Stampa |
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